

68. Censura cinematografica e della stampa.

Da: Ministeri fascisti dell'interno e della cultura popolare, in
G. Manacorda, Letteratura e cultura del periodo fascista,
Principato, Milano, 1974.

Nel corso degli anni Trenta il regime fascista intensific i suoi
interventi sul sistema culturale, sottoponendo mezzi di
informazione e manifestazioni varie ad un controllo capillare.
Rispondevano a tale scopo le veline che venivano quotidianamente
inviate alla stampa e le misure censorie cui doveva sottostare il
cinema. Di tali disposizioni riportiamo qui alcuni esempi, dai
quali traspare lo zelo, talvolta ridicolo, con cui le autorit
fasciste si preoccupassero, fra l'altro, della moralit pubblica,
della salvaguardia della lingua nazionale e del mito del duce.


La censura cinematografica.
Notti sul Bosforo. Togliere o modificare convenientemente le
didascalie: So che lei protegge le mie piccole pensionanti.
Sopprimere o rendere invisibile la scena in cui si vede la giovane
acrobata denudarsi il seno. Abbreviare ancora di pi la scena in
cui si vedono alcune danzatrici eseguire la danza del ventre.
Povert e abbandono. Sopprimere la prima visione di ragazzi che
chiedono l'elemosina e la didascalia anormali e conseguentemente
anche la visione di tipi deficienti.
Beato tra le donne. Cambiare la parola chauffeur in quella
autista.
La contessina si diverte. Nella prima parte la frase:  gi una
fortuna che non le abbiate dato una governante calabrese va
modificata sostituendo alla parola calabrese la dicitura
marsigliese.
Tarzan l'indomabile. Togliere la scena in cui il leone addenta
l'uomo bianco.

Le veline alla stampa.
Non occuparsi del processo che si tiene al Tribunale militare di
Roma per ammutinamento di cinque militari. (18-12-1935).
Pena provvedimenti di fortissimo rigore astenersi dalle
sdolcinature e tenerezze riguardo gli abissini. Nessun episodio
sentimentale, nessuna fraternizzazione. Assoluta e netta divisione
tra la razza che domina e quella che  dominata. Nessuna
disquisizione teorica a questo proposito, ma ricordarsi di queste
disposizioni in qualunque riferimento africano. (27-5-1936).
Non interessarsi mai di nessuna cosa che riguardi Einstein. (26-12-
1936).
Non si parli del cuore del Duce. (28-12-1936).
Senza dare una precisa smentita, accennare, parlando della
malattia del Papa, che la notizia del prossimo arrivo di un medico
inglese  falsa. (2-2-1937).
Rivedere le corrispondenze della Sicilia, perch non si deve
pubblicare che il Duce ha ballato. (14-8-1937).
Rilevare l'ammirazione e l'interesse del pubblico per il fatto che
il Duce vestiva la divisa di Primo Maresciallo dell'Impero. (29-4-
1938).
Notare come il Duce non fosse affatto stanco dopo quattro ore di
trebbiatura (4-7-1938).
Dire che il Duce  stato chiamato dieci volte al balcone. (19-5-
1939).
Non pubblicare fotografie e disegni di donne raffigurate con la
cosiddetta vita di vespa. Disegni e fotografie debbono
rappresentare donne floride e sane. (17-7-1939).
Non si deve dire camions ma autocarri (vale anche per il
singolare). Insistere con stelloncini e corsivi sull'uso del
Voi, ma facendo opera di persuasione, non di coercizione. (9-11-
1939).
